La rilevazione ISTAT consente di evidenziare anche la composizione dell’occupazione regionale, dalla quale emerge come il 13% del complesso, circa 237.000 persone, risultino occupate in lavori non standard, ovverosia con contratti di lavoro a tempo determinato, (formazione lavoro, apprendistato, lavoro stagionale, lavoro interinale, a progetto), con contratti di prestazioni d’opera occasionale, di collaborazione coordinate e continuative o a progetto.
Ad una disaggregazione di genere emerge come le lavoratrici siano presenti in maniera prevalente rispetto ai lavoratori in tutte le tipologie di lavoro atipico.
In particolare sono occupate in lavori non standard quasi il 17% dell’universo delle lavoratrici a fronte dell’9.6% dei lavoratori.
Rispetto alle tipologie contrattuali maggiormente in uso colpisce la diffusione dei contratti a tempo determinato in cui sono inserite l’11% delle lavoratrici a fronte del 6% dei lavoratori, oltre al dato del part- time dove la quota di donne supera il 24% di contro al corrispondente 4% dei maschi.
Si evidenzia inoltre che se per i maschi il lavoro atipico è prevalentemente legato all’ingresso nel mercato del lavoro e perde d’importanza man mano che viene raggiunta l’età adulta, intorno ai 30 anni, per le donne il lavoro atipico continua ad aumentare. E’ nella classe di età 30-35 anni che si registra il maggior numero assoluto di lavoratrici atipiche. Il fenomeno dunque non diminuisce di consistenza con l’età, come fra i maschi e non perde via via il suo carattere transitorio.
Infine anche per le lavoratrici atipiche si riscontra la presenza di più elevati livelli di qualificazione ed istruzione rispetto a quelli dichiarati dai colleghi maschi.
In particolare quasi la metà risulta in possesso di un titolo di studio medio (diploma o qualifica professionale), mentre un quarto dichiara di avere la laurea o il diploma universitario. Queste lavoratrici atipiche sono inserite prevalentemente nel settore terziario, soprattutto nell’istruzione e nella sanità, seguito dal settore commerciale e dall’industria.
