Oggi viene negata l’infanzia a milioni di bambine e bambini nel mondo che subiscono sulla propria pelle conflitti, violenze, miseria. I dati che ci ha rammentato la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, celebrata lo scorso 20 novembre, sono spaventosi: 600 milioni di bambini, un quarto della popolazione infantile mondiale, vivono in condizioni di assoluta povertà; 115 milioni di bambini nel mondo crescono senza istruzione e sono privati di ogni livello scolastico, tra loro 43 milioni vivono in teatri di guerra o di post conflitto. Il miglioramento delle loro condizioni di vita passa attraverso un’opportunità educativa, perché la scuola costituisce per i bambini indigenti un luogo di possibile riscatto sociale, ma anche di protezione e di sicurezza in contesti a volte estremamente drammatici.
Nasce da questa consapevolezza l’idea di sostenere con la campagna “Un natale di solidarietà” il progetto “Riscriviamo il futuro” di Save the children, la principale organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini che si è posta l’ambizioso obbiettivo di assicurare un’istruzione ad otto milioni di bambini entro il 2010. Come Regione Emilia Romagna, insieme all’Assemblea Legislativa, abbiamo aderito in modo ideale e sostanziale a tale campagna e saremo promotori di iniziative analoghe ad ogni livello istituzionale della nostra Regione, coinvolgendo province, comuni, circoscrizioni, ma anche privati, associazioni, scuole, circoli. In particolare ci concentreremo su un’area particolarmente martoriata e ferita: la regione a Sud del Sudan. Il lungo conflitto tra nord e sud del paese e quello in Darfur hanno causato milioni di morti e il massiccio sfollamento di civili, distrutto le infrastrutture di base e minato i meccanismi di sussistenza della popolazione. Nel Sud del Sudan, i profughi, in seguito ad una fragile tregua siglata nel 2005, stanno faticosamente tornando alle loro case. Quasi 2 milioni e mezzo di bambini non hanno accesso alla scuola primaria. Save the children si propone di garantire, entro il 2009, a 250.000 bambini l’accesso alla scuola.
La cooperazione internazionale a volte trascura il tema educativo perché è impegnata su altri fronti, certamente meritori ed urgenti, come l’alimentazione, la sanità, la costruzione di infrastrutture nelle regioni più povere del globo. Tuttavia, anche la scuola può contrastare un meccanismo perverso di negazione dei diritti nel quale, con un tragico effetto domino, la guerra produce povertà, la povertà genera fame, la malnutrizione favorisce le malattie, la malattia conduce alla morte. Offrendo un’opportunità educativa si può innescare un processo virtuoso e consentire un significativo miglioramento delle condizioni di vita di milioni di bambini, garantire una maggiore sicurezza dell’infanzia in aree di conflitto (la scuola costituisce, dopo la famiglia, il principale luogo di protezione per l’infanzia), permettere di raggiungere minimi livelli di apprendimento. La campagna della Regione Emilia Romagna “Un natale di solidarietà” va in questa direzione e vuole offrire un contributo concreto ad organizzazioni, come Save the children, che operano su scala mondiale per la salvaguardia dei diritti dei bambini.
