Liberi di ricordare"Liberi di ricordare" è il titolo del ciclo di iniziative di musica e letteratura che, dal 26 al 28 gennaio 2007, toccherà Carpi e Nonantola, luoghi altamente evocativi per la storia delle persecuzioni degli ebrei europei. Il progetto è stato realizzato, in occasione delle celebrazioni per "La Giornata europea della memoria", da Regione Emilia-Romagna, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Provincia di Modena, Comuni di Carpi e Nonantola, Fondazione ex Campo Fossoli e Fondazione Villa Emma.

La Regione Emilia-Romagna ha condiviso la centralità assegnata alla musica e alla letteratura per celebrare il Giorno della Memoria 2007, perché riteniamo che attraverso la cultura sia possibile comunicare più efficacemente con i giovani. Liberare la memoria, per parafrasare il titolo dell'iniziativa, in due realtà tragicamente evocative come Carpi e Nonantola (dove si trovano l'ex campo di concentramento di Fossoli e Villa Emma), ci ricorda la drammaticità di eventi che hanno visto l'Emilia-Romagna così profondamente ferita negli anni più bui della nostra storia.

Simon Wiesenthal in "Gli assassini sono tra noi" ricorda con quale perfidia le SS, rivolgendosi ai prigionieri nei Lager, li ammonivano: "In qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l'abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, il mondo non gli crederà […] noi distruggeremo le prove insieme con voi […] La storia dei Lager, saremo noi a dettarla".

Parole minacciose che testimoniano la presunzione, anzi la certezza di avere messo in atto un genocidio di tale atrocità che neanche la memoria di qualche eventuale sopravvissuto sarebbe parsa credibile. Quel cinico avvertimento e quell'agghiacciante proposito sono stati smentiti grazie al lavoro degli storici, all'impegno delle istituzioni e alla memoria dei testimoni. Una generazione, quella dei testimoni, che comincia ormai ad estinguersi: il ricordo di quei tragici fatti è così minacciato dall'oblio. Ma è su questa storia e su questa memoria, che si fonda la nostra "civitas" di italiani, di europei, di cittadini del mondo. Perché solo una memoria collettiva condivisa può garantire la coesione di un gruppo e di una società.

Proprio la scuola ha, in questo senso, non solo un ruolo, ma anche una responsabilità decisiva, in particolare quando si muove sul crinale tra storia e memoria. Attraverso la lettura di brani sull'Olocausto e l'ascolto della musica dei perseguitati, vogliamo che i ragazzi e le ragazze sentano la voce dei testimoni e ripercorrano i luoghi di memoria, con i loro segni e i loro messaggi. Nella scuola, nei giovani, nelle virtù civiche della nostra regione, siamo convinti ci sia la forza per mantenere sempre viva quella memoria e per proporre un messaggio di fiducia nel futuro.