Il progetto di legge “Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione” ripensa la strategia del sistema regionale in materia e promuove un sistema integrato di servizi e interventi. Alla base del provvedimento c’è una nuova idea di diritto allo studio universitario che punta a rafforzare il sostegno agli studenti, fornire nuove prestazioni (servizi di accoglienza, prestiti, assegni formativi) e creare un ampio sistema di opportunità per garantire a tutti l’accesso e la frequenza ai più elevati gradi di studio. Ciò in collaborazione con gli attori coinvolti e razionalizzando le spese per garantire maggiori risorse e maggiore efficacia al diritto allo studio.
Il provvedimento è diretto ancora agli studenti capaci e privi di mezzi, ma allo stesso tempo amplia il tradizionale concetto di diritto allo studio, sia per quanto riguarda la gamma delle opportunità, sia per quanto riguarda i destinatari, in modo da garantire la più ampia inclusione e superare gli ostacoli che possono condizionare l’accesso, la frequenza e il completamento degli studi.
Nel 2006 la Regione ha corrisposto alle quattro aziende per il diritto allo studio circa 20 milioni di euro provenienti dal Fondo regionale (di cui il 65% destinati alle spese di funzionamento, e il restante ai servizi di ristorazione e al servizio abitativo); inoltre al diritto allo studio sono andati circa 14 milioni di euro del Fondo integrativo nazionale e 16 milioni di euro della tassa regionale, con i quali sono state finanziate le borse di studio.
Risorse consistenti pari a circa 50 milioni di euro. Tuttavia, per dare impulso al nuovo impianto del progetto di Legge, abbiamo ritenuto che non ci si dovesse limitare al tema delle risorse, ampliando interventi e servizi, ma fosse necessario rivedere il sistema, per dare più unitarietà alle strategie in materia di diritto allo studio. Il progetto di legge prevede pertanto un’unica Azienda regionale per il diritto agli studi superiori che sarà costituita dal 1° ottobre 2007 (dall’inizio del 2008 le attuali aziende di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma cesseranno l’attività). L'intenzione è di mettere a disposizione degli studenti una maggiore quantità di risorse e una qualità nuova e più omogenea di servizi e sostegni al successo formativo. Pensiamo che un'unica azienda regionale e un solo consiglio d'amministrazione possano servire a razionalizzare i costi, contribuendo in maniera più adeguata a rispondere alla richiesta di diritto allo studio nella nostra Regione. I consiglieri d'amministrazione passeranno dagli attuali 25 a 5, con un risparmio di circa un terzo delle spese attuali.
Il progetto di legge intende inoltre concertare con gli attori del mondo universitario gli interventi per il diritto allo studio. Il coinvolgimento delle Università avverrà all’interno della Conferenza permanente per i rapporti fra Regione e Università, nel cui ambito è prevista la possibilità di pervenire ad accordi su tematiche di interesse comune. Tra gli obiettivi del provvedimento, che adesso passa all’attenzione dell’Assemblea Legislativa regionale, vi è la promozione dell’internazionalizzazione dei percorsi formativi, di ricerca e professionali (in sinergia con le università, gli enti di ricerca e quelli economici) e lo sviluppo di un più ampio sistema di accoglienza in raccordo con gli enti locali. Ogni Comune con sede universitaria sarà dotato di un presidio territoriale e di un apposito sportello per lo studente. Il progetto di legge, inoltre, istituisce la Conferenza regionale dei Comuni aventi sede universitaria, con funzioni consultive, di confronto e di collaborazione istituzionale. Viene infine creata la Consulta regionale degli studenti, per garantire il coinvolgimento e l’effettiva partecipazione della componente studentesca alla verifica del nuovo sistema degli interventi e dei servizi. La Consulta sarà composta da ventuno studenti designati fra i propri componenti dai Consigli studenteschi delle Università e degli altri Istituti di grado universitario. I membri rimarranno in carica per due anni ed eleggeranno un presidente, membro di diritto del consiglio d’amministrazione dell’Azienda per il diritto allo studio.

Per saperne di più

I servizi per gli studenti previsti dalla legge