Domenica 14 ottobre è la Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Come in occasione di ogni celebrazione, domenica sarà per molti di noi dedicata alla rievocazione collettiva di una memoria che non ammette parzialità, riletture o sconfessioni: è la memoria delle purtroppo anche recentissime, e soprattutto reiterate, tragedie consumate sui luoghi di lavoro. E, allo stesso tempo, sarà una giornata per ricordare il dolore di tutti i familiari e gli amici di vittime spesso giovanissime.

I dati del Rapporto Inail 2006 sono anch’essi impressi nella nostra memoria. In attesa del nuovo Rapporto – che ci restituirà quanto accaduto nel 2006, anche se purtroppo le prime rilevazioni su base annua indicano una riduzione degli infortuni denunciati dell’1,3%, ma un probabile aumento del dato degli infortuni mortali - l’unico modo per rendere omaggio e non tradire il ricordo, è quello di rinnovare un impegno: fare in modo che una regione come la nostra si riconosca a tal punto nella cultura del lavoro sicuro e regolare da farne un requisito indispensabile e una pratica quotidiana, una competenza diffusa, una capacità collettiva di dar luogo a pratiche lavorative, organizzative e sociali che tutelino il benessere individuale e collettivo.
Per raggiungere questo obiettivo, la Regione Emilia-Romagna lavora su diversi fronti. In primo luogo, in seguito al recente Patto tra Governo, Regioni e Province autonome, la Regione è impegnata a finalizzare quote crescenti del fondo sanitario regionale al tema della salute e sicurezza. Un impegno ulteriore della nostra Regione è diretto alla promozione di nuove regole nel sistema degli appalti per garantire che i costi organizzativi della sicurezza sul lavoro siano messi in trasparenza e non vengano compressi per il ribasso delle offerte di gara. Obiettivo principale è incentivare la responsabilità solidale tra appaltante e appaltatore e sviluppare una cultura aziendale diffusa ove il rispetto delle norme della salute e sicurezza siano elementi costitutivi della cultura organizzativa di imprese moderne.
Anche la nuova programmazione 2007-2013 del Fondo sociale europeo, in fase di avvio, investe nella politica della sicurezza e della qualità del lavoro risorse importanti. Le investe sulla formazione dei lavoratori perché riconoscano i comportamenti a rischio, li evitino e siano in grado di proteggersi, in particolare in edilizia, settore che vede il maggior numero di infortuni, in genere i più gravi. Investe risorse sul contrasto alla precarietà, perché un lavoro temporaneo è spesso un lavoro in cui la formazione tende ad essere residuale, a volte nulla, e soprattutto non tempestiva in particolar modo quando il lavoratore passa da un contratto all’altro e da una mansione all’altra; investe risorse sull’integrazione e la formazione anche linguistica dei lavoratori stranieri perché le dinamiche migratorie, che vedono la nostra Regione seconda nel Paese per numero di cittadini e lavoratori immigrati, hanno incrementato le difficoltà di informazione e formazione dei lavoratori in tema di sicurezza.
E investe risorse sull’educazione dei più giovani, affinché facciano ingresso nel mercato del lavoro consapevoli dei propri diritti, in particolar modo quelli alla sicurezza delle condizioni e dei luoghi di lavoro.
L’impegno della Regione Emilia-Romagna, il raccordo interistituzionale, la condivisione di obiettivi con le parti sociali e l’investimento di ingenti risorse mi auguro che porteranno a dei risultati concreti. Questo è il mio messaggio per il 14 ottobre, una dichiarazione di impegno serio e quotidiano, insieme ad un tentativo di essere più vicini a chi in questa giornata non prende atto solo di un fenomeno vergognoso per un paese civile, ma ricorda dolorosamente amici e familiari che non ci sono più.