Il mercato del lavoro della nostra Regione è un mercato che funziona, ma a fronte della crescita dei posti di lavoro e della pressoché piena occupazione, si affiancano segnali di debolezza per specifiche categorie di lavoratori e per le donne. Abbiamo voluto rafforzare queste persone, che si trovano in una condizione di maggiore disagio, rendendo meno critiche per loro le opportunità di accesso e di permanenza al lavoro.

Per incentivare l’assunzione dei disoccupati di lunga durata, cioè senza occupazione da almeno 12 mesi, e dei precari che abbiano percepito meno di 35 mila euro lordi negli ultimi due anni pur avendo lavorato per almeno 18 mesi e con contratti diversi dal rapporto di lavoro a tempo indeterminato, la Regione mette a disposizione 8 milioni di euro di contributi alle imprese. L’incentivo per le aziende che assumono a tempo indeterminato da queste due categorie, è pari al 10 per cento della retribuzione lorda annua del lavoratore; una percentuale che sale al 20 per cento se si assume una donna o un ultracinquantenne. L’ammontare del contributo, comunque, non può superare i 5 mila euro. Con le risorse a disposizione si stima che il provvedimento raggiungerà un minimo di 1.600 lavoratori e un massimo di 4 mila.
I lavoratori assunti con questa modalità potranno anche seguire un percorso formativo, con un contributo fino a 1.800 euro, finanziati da risorse del Fondo Sociale Europeo.

Per favorire l’occupazione di genitori soli e con uno o più figli a carico e dei disoccupati svantaggiati, cioè con alle spalle percorsi certificati dai servizi socio-sanitari di dipendenza o di carcere, il Ministero del Lavoro attraverso il Programma P.a.r.i (Programma d’Azione per il Reimpiego) mette a disposizione per l’Emilia-Romagna complessivamente 4 milioni e 960 mila euro. Le aziende che assumono a tempo indeterminato persone con queste caratteristiche, beneficeranno di un contributo pari al 20% della loro retribuzione lorda annuale, fino a un massimo di 5 mila euro. Inoltre il lavoratore potrà usufruire di assegni formativi individuali fino a un massimo di 5 mila euro, e per consentirgli di frequentare la formazione è stato previsto anche un sostegno al reddito di 450 euro al mese per un massimo di 5 mesi, un’indennità rapportata a quella della disoccupazione ordinaria. 

Per entrambe le misure avranno priorità di accesso ai contributi gli interventi rivolti ai lavoratori assunti a seguito di una loro specifica individuazione in sede di contrattazione collettiva di secondo livello/decentrato. Altre priorità nell’accesso ai finanziamenti è riservata all’assunzione di destinatari ultracinquantenni disoccupati di lunga durata e a seguire gli altri disoccupati di lunga durata.

 

Per saperne di più
Disposizioni regionali per l’attuazione degli interventi di stabilizzazione occupazionale