La Regione sta predisponendo il regolamento attuativo della legge che istituisce un fondo per il sostegno socio-educativo, scolastico e formativo dei figli di vittime di incidenti mortali sul lavoro, approvato lo scorso aprile. Stiamo valutando l’ipotesi di estendere la possibilità di accesso al fondo anche ai figli di lavoratori deceduti prima dell’entrata in vigore del provvedimento.

Nel definire le caratteristiche dei beneficiari stiamo verificando la possibilità di sostenere anche i figli ancora minorenni di vittime di incidenti già avvenuti. Una simile tragedia spezza la vita non solo della vittima ma anche dei suoi famigliari, e non possiamo escludere i minori protagonisti di vicende accadute prima dell’entrata in vigore della legge. Per quanto riguarda i figli maggiorenni in caso decidano di proseguire gli studi all’università, possiamo valutare l’idea di inserire questi requisiti particolari nell’ambito dei criteri del diritto allo studio.

La legge per adesso è stata finanziata in assestamento di bilancio con risorse pari a 100 mila euro.

Approvato nello scorso aprile, il provvedimento prevede che la Regione sostenga i figli delle vittime con i redditi più bassi, per garantire il diritto allo studio e contrastare i rischi di abbandono o dispersione. Nel testo si prevede che le risorse del fondo possano essere integrate da entrate provenienti dallo Stato, da persone fisiche o giuridiche; potranno accedere al fondo i figli delle vittime che rispondano a precisi requisiti (non abbiano ancora 25 anni, il genitore sia residente in Emilia-Romagna al momento del decesso, il reddito del nucleo familiare non superi quanto indicato annualmente dalla Giunta regionale secondo i criteri ISEE). Sono finanziabili le tasse di iscrizione, le rette di frequenza, l’acquisto di libri di testo, l’acquisto di ausili scolastici per portatori di handicap, il servizio mensa, l’abbonamento al trasporto pubblico. Le risorse del fondo sono destinate al rimborso delle spese sostenute e documentate per l’iscrizione e la frequenza a scuole e università pubbliche, parificate e private. I contributi potranno essere riconosciuti anche per gli incidenti mortali verificatisi “in itinere”, lungo i percorsi stradali verso il lavoro.