“In attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso dall’Emilia-Romagna contro la legge 133 e il decreto 154 e degli esiti del confronto all’interno della Conferenza unificata, la Regione manterrà la propria legge e i relativi atti applicativi – ha detto l’assessore Manzini – In Emilia-Romagna abbiamo già raggiunto l’obiettivo dell’ottimale dimensionamento e del contenimento della spesa, crediamo che il Governo debba concentrare la sua azione alle aree del Paese che hanno i parametri più bassi e dove non si è svolto compiutamente il processo di programmazione dell’offerta”.
I numeri dicono che in Emilia-Romagna c’è un dirigente scolastico ogni 855 alunni, un numero di dirigenze rimasto invariato nonostante il sistema scolastico regionale abbia assorbito 75 mila studenti in più negli ultimi 7 anni.
“La Regione da tempo ha a cuore il tema della razionalizzazione – ha aggiunto Paola Manzini – Negli indirizzi regionali per la programmazione territoriale dell’offerta formativa e l’organizzazione della rete scolastica viene espressamente indicata l’esigenza di contemperare un’offerta educativa e formativa diffusa e di qualità con i vincoli posti dalla disponibilità degli organici ministeriali. Siamo ben consapevoli che le risorse umane e finanziarie, peraltro determinate a livello centrale, sono limitate – ha concluso - Ma la competenza nella definizione dei parametri sulle dimensioni delle istituzioni scolastiche rimane della Regione, e abbiamo intenzione di svolgerla fino in fondo”.