Caro Davide,
purtroppo non posso essere con voi all’importante iniziativa del PD poiché sono impegnata contemporaneamente in rappresentanza della Regione in un’altra sede.
Desidero tuttavia esprimere, tramite te, la mia condivisione della battaglia che il partito sta conducendo per la scuola.
A livello istituzionale ci siamo mobilitati nelle scorse settimane insieme agli assessori provinciali e dei comuni capoluogo della Regione per manifestare il nostro dissenso nei confronti dei tagli del Governo e del decreto del Ministro Gelmini, ahinoi divenuto legge. Per quanto riguarda l’arrogante e incostituzionale volontà di scippare agli enti locali l’organizzazione della rete scolastica e la minaccia di commissariamenti (ennesima prova che questo governo predica federalismo ma razzola centralismo), abbiamo fatto ricorso alla Corte Costituzionale. In attesa del pronunciamento della Corte e degli esiti del confronto all’interno della Conferenza unificata, la Regione manterrà la propria legge e i relativi atti applicativi e NOI non chiuderemo nessuna scuola. In Emilia-Romagna abbiamo già raggiunto l’obiettivo dell’ottimale dimensionamento e del contenimento della spesa.
La protesta che sale dal paese è una protesta giusta e legittima verso provvedimenti che compromettono il futuro dei nostri giovani e dell’Italia intera. Credo che la politica debba ascoltare questa moltitudine di studenti, insegnanti e famiglie che manifestano. Credo altresì che il PD debba essere al loro fianco, ma sempre con un approccio riformista e accostando alla loro protesta la nostra proposta; contrapponendo ai provvedimenti funesti del Governo le nostre idee per una scuola capace di premiare il merito e al contempo garantire opportunità a tutti; affiancando ad ogni NO un SI per una proposta alternativa.
Il sistema scolastico e universitario deve essere infatti migliorato e cambiato, ma non decapitato come propone la politica di soli tagli di questo Governo. È giusto amplificare la voce dei manifestanti, ma sempre rispettando l’autonomia di questo crescente movimento (o di questa onda, come è stata definita), al quale noi dobbiamo proporre la nostra idea di scuola. Insieme all’avvio della campagna annunciata per il referendum, penso insomma che si debba soprattutto proseguire nella nostra attività politica quotidiana, laddove governiamo e laddove siamo all’opposizione, per fare emergere sempre più le nostre proposte e le nostre idee. Perché dove sono state realizzate, tali politiche hanno qualificato il sistema scolastico.
In questo quadro non mancherà il contributo della Regione Emilia-Romagna e, naturalmente, quello mio personale.
Paola Manzini
