Le politiche di istruzione, formazione e lavoro in Emilia-Romagna
Poznan (Polonia), 28 settembre 2006
La programmazione e attuazione delle politiche finanziate dal FSE nel periodo 2000-2006 sono state caratterizzate da significativi elementi di innovazione che hanno riguardato sia la governance dei programmi, sia la capacità di attuare i dispositivi maggiormente efficaci per il perseguimento degli obiettivi occupazionali e di inclusione sociale assunti a livello comunitario.
L’obiettivo che ha accomunato gli Stati membri dell’Unione Europea è stato quello di pervenire alla definizione di un sistema di intervento del Fondo Sociale Europeo caratterizzato dai seguenti aspetti innovativi:
- Governance incentrata sull’associazione ai processi di programmazione e attuazione delle politiche degli attori istituzionali ed economico-sociali a livello nazionale, regionale e locale;
- Rafforzamento delle capacità programmatorie e attuative del sistema istituzionale di progettazione e gestione delle politiche pubbliche;
- Costruzione di un sistema di orientamento strategico dei programmi capace di collegare in maniera coerente ed efficace il livello locale dell’attuazione verso il livello europeo di definizione degli obiettivi occupazionali e di inclusione sociale;
- Orientamento degli interventi verso le priorità delle politiche europee della coesione, dello sviluppo, della formazione e del lavoro.
Nel corso della programmazione 2000/2006 la Regione Emilia-Romagna ha attuato politiche diversificate creando un sistema dell’istruzione e della formazione che, attraverso le risorse europee, ha investito sulle competenze delle persone, sostenendo così i processi di qualità dell’occupazione e dello sviluppo produttivo, in un’ottica di integrazione tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro.
Le politiche regionali hanno come cardine due leggi:
Legge 12/2003
- Norme per l’uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l’arco della vita, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro
Legge 17/2005
- Norme per la promozione dell’occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro.
Le due leggi sono finalizzate rispettivamente al perseguimento del successo formativo e delle pari opportunità di istruzione e formazione per tutti i cittadini nell’ottica dell’accesso generalizzato al sapere come base per lo sviluppo della società della conoscenza, e al raggiungimento dei target europei nel campo dell’occupazione nell’ottica di coniugare la qualità del lavoro con la qualità dello sviluppo economico e la coesione sociale.
Entrando più nel merito, la legge 12 sul sistema integrato di istruzione e formazione ha consentito di “tenere” i giovani dentro un circuito virtuoso di aumento delle conoscenze, miglioramento delle competenze, ampliamento delle opportunità di accesso al mercato del lavoro. La legge 17, in corso di attuazione, individua nella qualità del lavoro e nella stabilizzazione occupazionale due potenti strumenti per rafforzare la coesione e l’integrazione sociale, e per questa via lo sviluppo economico del territorio.
Questo ha dato luogo ad un sistema integrato di interventi i cui aspetti prioritari sono i seguenti:
- Una forte azione di orientamento e di formazione a favore degli studenti delle scuole secondarie superiori, finalizzata a costruire percorsi integrati tra istruzione e formazione in cui si sostanzia l’obiettivo politico di garantire a tutti una scelta consapevole e motivata;
- Un sistema formativo strutturato per la qualificazione delle competenze dei giovani, diffuso su tutto il territorio, che sostanzia l’obiettivo della pari dignità dei sistemi e quello del conseguimento di un livello minimo di competenze adeguato per tutti;
- La diffusione di interventi finalizzati a garantire un lavoro di qualità per tutti, attraverso l’azione del sistema dei servizi per l’impiego e l’adozione di un sistema ampio di politiche attive del lavoro, recentemente codificato dalla nuova legge regionale sul lavoro.
Per ottenere questo, con il Fondo Sociale Europeo si sono finanziati in misura rilevante i principali dispositivi di politica attiva del lavoro.
Nell’attuale periodo di programmazione la Regione ha sviluppato, con il contributo determinante del Fondo:
Sistemi di accesso al lavoro e di alternanza scuola-lavoro (incentrati in particolare sull’apprendistato, sulle work experiences e sulle azioni per favorire il conseguimento dell’obbligo scolastico e dell’obbligo formativo) efficaci nei loro risultati in termini di ampiezza dell’intervento e di collegamento con le esigenze del mondo del lavoro e della struttura economico-sociale a livello regionale e locale;
Politiche di formazione continua basate su un elevato grado di concertazione con le parti sociali, capaci anche di integrare le diverse fonti finanziarie disponibili;
Un sistema di apprendimento permanente rivolto ai cittadini basato sulla chiara e coerente individuazione dei fabbisogni di intervento;
Una attività di formazione superiore strettamente collegata con il sistema delle università e della ricerca, e orientata a privilegiare le scelte individuali di aggiornamento professionale e di specializzazione attraverso lo strumento del voucher.
Questi ambiti specifici di intervento sono stati interessati da tematiche trasversali che hanno rappresentato terreni di confronto con le politiche europee e che ne hanno orientato l’attuazione, quali le pari opportunità tra donne e uomini e l’interculturalità, da intendersi come la migliore strategia di risposta alla questione della diversità, valorizzazione delle identità, parità di accesso ai diritti di cittadinanza nel contesto regionale.
Per quanto riguarda, più in particolare, le politiche per l’istruzione, gli interventi sono stati finalizzati ad innalzare il livello di istruzione di tutti, almeno fino all'assolvimento dell'obbligo formativo con il conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale, a sostenere in particolare i percorsi educativi e formativi, fin dalla prima infanzia, dei ragazzi in condizioni di svantaggio personale, economico e sociale, nonché a prevenire l'abbandono scolastico.
A tal fine, le politiche regionali si sono concentrate su cinque punti cardine.
1. Valorizzazione dell’autonomia scolastica
Quale garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale, la Regione ha promosso azioni di valorizzazione del pieno esercizio dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, volte a realizzare percorsi formativi, anche personalizzati, coerenti con le attitudini personali, rispettosi delle scelte delle famiglie, adeguati all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionali ed europee;
2. Integrazione fra le politiche scolastiche e le politiche sociali, sanitarie, culturali, giovanili del territorio
Al fine di sostenere le persone e le famiglie nei loro compiti educativi e di cura, prevenire il disagio giovanile, favorire i percorsi di accompagnamento dei ragazzi in difficoltà e l'inserimento delle persone disabili o in condizioni di disagio sociale, nonché degli stranieri immigrati, la Regione ha promosso l'integrazione fra le politiche scolastiche e le politiche sociali, sanitarie, culturali, giovanili del territorio.
3. Continuità didattica
La Regione ha dato il suo sostegno a progetti per la continuità didattica fra i diversi ordini e gradi di scuola, attraverso azioni volte a rendere efficaci i rapporti in verticale e in orizzontale e di progettazione di percorsi didattici comuni a diversi gradi di scuole.
4. Arricchimento dell'offerta formativa
Al fine di arricchire e potenziare l'offerta formativa delle istituzioni scolastiche, la Regione ha sostenuto, attraverso la concessione di finanziamenti:
- la realizzazione di integrazioni curriculari finalizzate a personalizzare i percorsi e a corrispondere alle caratteristiche sociali, culturali, ambientali e produttive del territorio;
- la progettualità innovativa e di eccellenza;
- le iniziative finalizzate all’orientamento, svolte dalle istituzioni scolastiche, anche in collaborazione con organismi di formazione professionale accreditati, con istituzioni e realtà culturali, sociali e produttive;
- l'estensione della cultura europea, anche attraverso il sostegno alla realizzazione di scambi transnazionali;
- l'educazione alla cittadinanza, con particolare riferimento ai valori della legalità, alle sicurezze, alla tolleranza, all'intercultura;
- la diffusione delle tecnologie informatiche per il miglioramento della didattica,
5. L’integrazione fra l'istruzione e la formazione professionale
Al fine di realizzare un positivo intreccio tra apprendimento teorico e applicazione concreta, tra sapere e saper fare, di sostenere lo sviluppo della cultura tecnica, scientifica e professionale, e allo stesso tempo di consentire l'assolvimento dell'obbligo formativo, la Regione ha promosso l'integrazione tra l'istruzione e la formazione professionale attraverso interventi che ne valorizzano gli specifici apporti.
L'integrazione è attualmente un elemento presente nell'intero sistema formativo, concretizzandosi prioritariamente nell'obbligo formativo, ma anche nell'istruzione e formazione tecnica superiore, nei percorsi universitari, nell’offerta formativa post-laurea e nell'educazione degli adulti.
La nuova programmazione 2007/2013
Nella nuova fase di programmazione 2007/2013 che si sta per avviare, la Regione Emilia-Romagna, nonostante un probabile taglio di finanziamenti, creerà le condizioni per assicurare opportunità di studio, di formazione e di acquisizione di competenze che consentano a tutti di partecipare ad un mercato del lavoro sempre più caratterizzato dalla crescita di un’economia fondata sul possesso di competenze e conoscenze, contrastando al tempo stesso i rischi di esclusione ed il mancato inserimento stabile nel lavoro e nella vita sociale. Inoltre si tratta di promuovere una piena e buona occupazione, attraverso l’attuazione di diverse azioni di politica attiva del lavoro e promuovendo lo sviluppo del sistema produttivo regionale sulla base della ricerca, dell'innovazione, della proiezione internazionale ed il potenziamento del sistema regionale del trasferimento tecnologico e delle relazioni tra scienza ed industria.L’Emilia-Romagna, che si è posta nell’ottica del perseguimento della strategia europea per l’occupazione fin dal Consiglio europeo di Lisbona e dall’avvio della programmazione comunitaria per il periodo 2000-2006, continuerà ad orientare le proprie politiche attive del lavoro verso il perseguimento degli orientamenti integrati per l’occupazione e degli obiettivi della strategia decisa nel Consiglio europeo di Lisbona, anche tramite una efficace integrazione dei dispositivi d’intervento e delle risorse complessivamente disponibili in ambito comunitario, nazionale e regionale, avendo come cornice di riferimento la finalità trasversale di promuovere la qualità sociale del lavoro.
