Il programma dell’iniziativa “Un treno per Auschwitz” (.pdf, 726 KB)

Care ragazze e cari ragazzi,
vi state apprestando a compiere un’esperienza che certamente non vi lascerà indifferenti. Grazie anche al lavoro svolto con i vostri insegnanti, questo viaggio vi consentirà di prendere contatto diretto con i luoghi della Shoah e vi spingerà a riflettere su quei tragici eventi, perché vedrete coi vostri occhi ciò che è stato.

Quest’anno ricorre peraltro il settantesimo anniversario delle vergognose leggi razziali dell’Italia fascista, che deve rammentarci anche le responsabilità del nostro Paese nella politica razziale. È dunque doveroso fare memoria di quelle tragiche vicende e trasmetterla ai ragazzi. 

64 anni fa, dopo essere stati prelevati al vicino campo di concentramento di Fossoli, il principale luogo di raccolta e di smistamento di ebrei e deportati politici in Italia durante la Seconda guerra mondiale, da questa stazione cominciarono a partire vagoni che trasportavano migliaia di donne, uomini, anziani e bambini in direzione dei campi di concentramento e sterminio nazisti.

Qualcuno venne inviato ai campi del nord ed est Europa per ciò che faceva (i partigiani), qualcuno per ciò che pensava (gli oppositori politici), qualcuno solo per ciò che era (gli ebrei, ai quali toccò la sorte peggiore).

Se ora e qui, per un attimo, nel più assoluto silenzio, ognuno riflettesse sul fatto che sta calpestando il suolo dove loro hanno camminato, che respira l’aria che li ha fatti ansimare, che vede il cielo che loro guardarono prima di salire sui vagoni, percepirebbe solo una minima dose del dolore e dell’angoscia di quella partenza.

Anche quando sarete ad Auschwitz e Birkenau, e calpesterete la neve nei campi, e patirete il freddo, e toccherete i blocchi all’interno dei quali stavano i deportati, e vedrete i capelli, le scarpe, le valige, i forni, ricordate sempre Primo Levi, “Meditate che questo è stato”.

Questo ammonimento vi accompagni nei giorni in Polonia, scuota le vostre coscienze e vi illumini. 
Quando tornerete vi porterete sulle spalle zaini e vi trascinerete valige più pesanti, perché sarete anche voi dei testimoni.

Buon viaggio ragazzi,

Paola Manzini