Bologna, 17 maggio 2007
Investire sulle competenze delle persone e delle imprese attraverso politiche dell’istruzione, della formazione e del lavoro che rappresentino un elemento portante della strategia regionale di competitività, fondata sullo sviluppo di un’economia sempre più basata sulla conoscenza. Sono i principali obiettivi delle “Linee di programmazione e indirizzi per il sistema formativo e per il lavoro 2007-2010”, proposte dalla Giunta regionale e approvate dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Gli indirizzi riconducono ai punti fissati dal DPEF 2007–2010 e dal Programma Operativo Fondo Sociale Europeo 2007-2013 in quattro principali strategie di intervento, all’interno dell’obiettivo generale che persegue il bilanciamento delle politiche occupazionali, di sviluppo economico e di competitività del sistema con le esigenze di integrazione e inclusione, coniugando la competitività con elevati standard di qualità, di sicurezza e di protezione sociale.
La strategia intende valorizzare la cultura tecnico scientifica attraverso un sistema di istruzione e formazione professionale capace di promuovere il successo formativo, investire sul capitale umano per favorire l’innovazione e la ricerca promuovendo le eccellenze del territorio, puntare all’innalzamento delle competenze di tutti i cittadini e i lavoratori, perseguire la qualità e la sicurezza del lavoro.
Pari opportunità di accesso al sapere e al lavoro e interculturalità sono i principi che orientano tutte le azioni: piena valorizzazione delle potenzialità di tutte le persone per lo sviluppo sostenibile e di qualità di una società coesa.
“Obiettivi alti – spiega l’assessore regionale alla Scuola e Lavoro, Paola Manzini – per raggiungere i quali sarà necessario rafforzare l’integrazione verticale e orizzontale tra i diversi livelli istituzionali, per accrescere la capacità di governo del sistema e valorizzare il confronto con le parti sociali”.
Il documento di programmazione riconduce ad unitarietà le diverse risorse regionali, nazionali e comunitarie, individuando nuovi strumenti di governance del sistema per coordinare le competenze di programmazione generale e territoriale con l’obiettivo della massima efficienza, efficacia e integrazione delle azioni.
Viene assunta la dimensione territoriale come risorsa strategica per la crescita e l’innovazione, attraverso politiche formative e del lavoro effettivamente integrate con le politiche di sviluppo locale, dell’economia e del welfare, organizzazione che richiede un forte governo del sistema. Con gli indirizzi si pongono le condizioni per la definizione dell’Accordo tra Province e Regione, per consentire alle Province di attivare i processi di programmazione locale e, quindi, poter dare piena attuazione al Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo, non appena questo sarà adottato dalla Commissione Europea.