Bologna, 28 febbraio 2007
Priorità alla formazione continua dei lavoratori con più di 45 anni e con bassa qualificazione, sostegno al lavoro femminile, attuazione di politiche di lavoro attive e preventive, con priorità agli immigrati, all’invecchiamento attivo, al lavoro autonomo, creazione di reti tra università, centri di ricerca, mondo produttivo e istituzionale. Sono gli obiettivi specifici che la Regione Emilia-Romagna ha individuato con il nuovo Programma Operativo Regionale (POR) per l’attuazione del programma di competitività e occupazione attraverso il Fondo Sociale Europeo, presentato dall'assessore regionale Paola Manzini all’Assemblea legislativa regionale che lo ha approvato questa mattina.
Le azioni saranno finanziate nella programmazione 2007-2013 con un totale di 806 milioni e 490 mila euro, provenienti dal FSE e da risorse nazionali, suddivisi tra i diversi assi di intervento, con una riduzione di circa il 40% rispetto alla programmazione precedente.
"Abbiamo costruito un Programma Operativo coerente con il quadro strategico europeo e con gli obiettivi di sviluppo della nostra Regione - ha dichiarato in aula l'assessore Manzini - Nella nuova programmazione le risorse assegnate vanno indirizzate al miglioramento delle competenze delle persone, sostenendo così i processi di qualità dell'occupazione e dello sviluppo produttivo".
La strategia regionale è declinata in due ambiti, che hanno costituito la base di riferimento per elaborare le priorità degli Assi della programmazione 2007/2013:
- il primo è qualificare l’obiettivo della società della conoscenza, rafforzando il livello quantitativo e qualitativo dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, con riferimento alle esigenze di sviluppo economico e sociale del sistema regionale. Si darà, quindi, una particolare attenzione ai temi dell’alta formazione, della ricerca e del trasferimento e sviluppo dell’innovazione. Ciò consentirà di garantire l’accesso e la frequenza dei cittadini a tutti i livelli del sistema dell’istruzione e della formazione, in condizioni di pari opportunità e con particolare riguardo agli strati di popolazione in situazione di svantaggio economico, sociale e culturale;
- il secondo ambito riguarda la promozione e l'accrescimento della qualità delle condizioni e delle prestazioni di lavoro, limitando i rischi di precarietà e de-professionalizzazione e sviluppando politiche attive per rafforzare la qualificazione del lavoro e un sistema di servizi che favoriscano l’occupabilità delle persone e la domanda di personale qualificato da parte delle imprese. L’obiettivo viene perseguito favorendo l’inserimento lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio sul mercato del lavoro, l’acquisizione da parte delle persone con situazioni lavorative stabili, la conciliazione tra tempi di lavoro, di vita e di cura. E ancora, si favorirà la mobilità geografica del lavoro anche per reperire adeguate competenze professionali e si agevoleranno i processi di trasformazione o riorganizzazione economica e produttiva che si traducano in un aumento occupazionale o in un miglioramento delle condizioni di lavoro e il reinserimento lavorativo delle persone interessate da processi di riorganizzazione o riconversione.
Dopo l’approvazione del Programma Operativo da parte dell’Assemblea legislativa, il Piano sarà inoltrato alla Commissione europea attraverso il Ministero dello Sviluppo economico. Si avvierà una fase di negoziato che prevede circa sei mesi di lavoro congiunto con la Commissione. L’avvio del programma è previsto per il prossimo autunno, con il coinvolgimento diretto di Province e Comuni.
I SEI ASSI DI INTERVENTO
La strategia generale è declinata ll'interno di sei Assi di intervento: adattabilità, occupabilità, inclusione sociale, capitale umano, transnazionalità e interregionalità, assistenza tecnica.
Adattabilità – L’Emilia-Romagna si è posta alcuni obiettivi specifici: sviluppare i sistemi di formazione continua, sostenere l’adattabilità dei lavoratori, favorire l’innovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro, sviluppare le politiche e i servizi per anticipare e gestire i cambiamenti e promuovere la competitività e l’imprenditorialità.
In pratica si tratta di orientare le iniziative di formazione continua verso l’innovazione tecnologica ed organizzativa, dando priorità ai lavoratori con più di 45 anni e con bassa qualificazione, favorire le pari opportunità (accesso, permanenza e percorsi di carriera), stabilizzare l’occupazione dei lavoratori non subordinati, sviluppare un sistema integrato di sicurezza e qualità del lavoro e accompagnare i processi di innovazione e adattabilità nell’organizzazione del lavoro e dei processi produttivi, con una formazione per target mirati, servizi di conciliazione e ricollocamento di lavoratori a seguito di crisi e ristrutturazioni aziendali. Su questo asse sono state destinate il 20,5% delle risorse (165 milioni e 330 mila euro).
Occupabilità – Una consistente parte dei finanziamenti, il 39% (pari a 314 milioni e 531 mila euro) sono destinati all’occupabilità, con gli obiettivi specifici dell’attuazione di politiche del lavoro attive e preventive, con priorità agli immigrati, all’invecchiamento attivo, al lavoro autonomo e al miglioramento dell’accesso delle donne all’occupazione, da realizzare attraverso qualità ed efficacia del sistema regionale dei servizi per l’impiego. Da favorire inoltre l’accesso dei giovani, aumentando le conoscenze e le competenze minime, la partecipazione delle donne all’occupazione, l’integrazione sociale e la valorizzazione professionale e occupazionale degli immigrati. In questo senso sarà importante attuare la legge regionale n. 17/2005 anche nella parte legata agli incentivi e assegni, potenziare i servizi per l’impiego e realizzare dispositivi integrati finalizzati all’occupabilità di target mirati.
Inclusione sociale – Per questo obiettivo si svilupperanno percorsi d’integrazione e si migliorerà l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, attraverso la rimozione delle discriminazioni nell’accesso e nella stabilizzazione occupazionale e professionale, integrando politiche attive del lavoro e le politiche sociali, per favorire l’inserimento nel lavoro con un approccio mirato e personalizzato utilizzando formazione, orientamento, tirocini e servizi alle persone.
Capitale umano – Oltre 183 milioni di euro, il 22,8% delle risorse, saranno dedicate a quest’ambito, dove verranno elaborate e introdotte le riforme dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro, con particolare attenzione all’orientamento. Si provvederà a creare reti tra Università, centri di ricerca, mondo produttivo e istituzionale, con attenzione a ricerca e innovazione.
Operativamente si dovrà assicurare uno standard di qualità dell’offerta formativa, rafforzando le reti di soggetti, e in particolare sostenendo lo start up di attività collegate alla ricerca e all’innovazione. Si dovranno favorire le azioni rivolte alle donne per aumentarne le competenze tecnico-scientifiche e favorire la partecipazione ai processi di trasferimento tecnologico.
Transnazionalità – Si tratterà di promuovere, con una dotazione di 32 milioni e 259 mila euro, la realizzazione di iniziative e di reti con particolare attenzione allo scambio di buone pratiche, incentivando lo scambio di esperienze e la realizzazione di azioni formative e mobilità finalizzate all’accrescimento delle competenze, promuovendo l’inserimento lavorativo degli immigrati tramite formazione nei paesi d’origine.
Assistenza tecnica – Il 3,7% delle risorse, 29 milioni e 840 mila euro, saranno dedicati a migliorare l’efficacia e l’efficienza dei Programmi Operativi attraverso azioni e strumenti di supporto, come la predisposizione dei documenti programmatori, l’elaborazione della reportistica prevista dai regolamenti comunitari, la preparazione dei Comitati di Sorveglianza regionali.
